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Case prefabbricate antisismiche in acciaio nelle Marche

Il mercato delle case prefabbricate antisismiche in acciaio è molto fiorente nella regione Marche. I recenti eventi sismici hanno funestato il centro Italia, causando centinaia di morti, migliaia di feriti, un gran numero di sfollati e di abitazioni distrutte o inagibili. Interi paesi sono stati rasi al suolo dalla forza distruttiva del terremoto: in particolare la prima scossa, quella del 26 agosto 2016, ha devastato i centri di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, compresi tra le province di Rieti e Ascoli. In seguito si sono verificati terremoti piuttosto violenti anche in zone limitrofe, come quello del 26 ottobre tra Visso e Ussita e soprattutto quello del 30 ottobre a Norcia (magnitudo 6.5), che ha provocato il crollo della Basilica di San Benedetto. Una serie lunghissima di scosse, che ancora oggi tormentano le popolazioni già duramente provate da paura e disagi.

Come accaduto in seguito al terremoto dell’Aquila, anche in questo caso si è parlato molto di ‘come’ ricostruire. Il mantra è sempre quello del “com’era e dov’era”, ma l’obiettivo principale di una rigenerazione architettonica e urbanistica deve essere soprattutto quello di garantire un futuro alle popolazioni che continueranno a vivere in questi luoghi. Pertanto la domanda che spesso ci si pone è se conviene continuare ad affidarsi a muratura e cemento armato o se sia più lungimirante – e magari anche più economico – procedere su un’altra strada, come ad esempio quella della bioedilizia in acciaio.

Certo, non è semplice intervenire con metodi innovativi su un territorio, come appunto la Regione Marche, che ha un patrimonio storico-edilizio che affonda le radici nei secoli medievali, specialmente nelle sue aree più interne. Al tempo stesso, però, è opportuno cominciare ad orientarsi su tecniche edilizie all’avanguardia, che consentano ai cittadini di vivere in sicurezza e di godere di invidiabili comfort ad una spesa certamente accessibile. In tal senso, nelle ricostruzioni post-sisma sta prendendo sempre più piede l’utilizzo dell’acciaio per la realizzazione di case prefabbricate che sono già state definite le “abitazioni del futuro”.

In effetti i vantaggi sembrano essere davvero molti. A cominciare dall’economicità, in quanto una casa prefabbricata in acciaio verrebbe a costare quasi un terzo rispetto ad un’abitazione tradizionale. Inoltre ci sono anche altre caratteristiche che suscitano interesse nella clientela: su tutte il risparmio energetico dovuto all’utilizzo di materiale fortemente isolante, che garantisce un certo agio a chi abita l’appartamento, e la libertà di organizzazione degli spazi, data la totale assenza di colonne portanti. Ma restando sull’argomento, il punto di forza delle case prefabbricate in acciaio è certamente l’antisismicità, data l’elevata elasticità del materiale che consente all’abitazione una flessibilità e una resistenza alle scosse di terremoto decisamente superiori rispetto alle case in cemento armato.

Non è certo un caso se l’aumento dell’utilizzo delle case prefabbricate in acciaio si è registrato in seguito al terremoto del 1997, che anche allora coinvolse la Regione Marche. Tuttavia, ancora oggi questa tecnica incontra resistenze nel quotidiano: è solo in seguito ai disastri provocati dai grandi eventi sismici che la questione torna centrale. Le abitazioni in acciaio, oltre all’elevata antisismicità, hanno anche un’altra caratteristica peculiare per le ricostruzioni post-terremoto: si tratta ovviamente della velocità di realizzazione, fondamentale per garantire alle popolazioni un rientro a casa nel minor tempo possibile. Queste strutture possono essere realizzate nel giro di pochi mesi (al massimo sei o sette) e risultano anche molto meno “impattanti” rispetto alle altre tecniche di costruzione.

In alcune zone del mondo particolarmente soggette alle scosse telluriche, l’utilizzo delle case prefabbricate in acciaio è ormai un “must” proprio per le straordinarie caratteristiche di antisismicità: il Giappone ne è il massimo esempio, ma la California (dove è atteso il famoso “Big One”) non è da meno. Per l’emergenza post-sisma nelle Marche sono state realizzate le Soluzioni Abitative di Emergenza (SAE), tutte in acciaio e legno: è senz’altro un primo passo, ma è opportuno aumentare il numero di queste strutture anche in tutte quelle aree “a rischio”, dove un terremoto potrebbe verificarsi in qualsiasi momento.