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Case prefabbricate nZEB, di cosa si tratta?

Idea Building costruisce case prefabbricate nZEB.

Il nostro Paese è il primo in Europa per quanto riguarda la “giovinezza” del patrimonio immobiliare, per la maggior parte costruito dagli anni ’80 in poi. Ma, nonostante questo, anche nel nostro paese si sente forte l’esigenza di un rinnovamento edilizio, basato principalmente sul risparmio energetico, visto il carattere d’urgenza assunto dai dati sull’inquinamento negli ultimi anni.

La carta da giocare, senza ombra di dubbio, è quella della bioedilizia: tecnica costruttiva mirata appunto a ridurre i consumi tramite l’ottimizzazione delle risorse naturali. Esempio eclatante di questo tipo di costruzioni sono le case nZEBNearly Zero Energy Building – ovvero le case a fabbisogno energetico pari quasi a zero: caratteristica obbligatoria per tutti gli edifici pubblici a partire dal 2019, che passerà ad abbracciare poi l’intera gamma di edifici di nuova costruzione entro l’anno 2021.

 

Case prefabbricate nZEB, cosa cambierà nel 2021?

L’inquinamento è una piaga che affligge il nostro mondo da diversi anni, per non dire secoli. Il consumo di energia non rinnovabili sta vertiginosamente aumentando, anche a causa degli immobili che, da soli, assorbono il 40% delle risorse naturali. Per questo, la direttiva 2010/31 della Comunità Europea sulle prestazioni energetiche degli edifici, ha introdotto l’obbligo di costruzione di opere ad emissione quasi zero entro l’anno 2021.

Tale normativa rappresenta soltanto una linea guida sul da farsi in quanto, i paesi membri, hanno carta bianca per quanto riguarda sia i criteri che dovrebbero definire una casa prefabbricata nZeb, sia le tecniche costruttive atte a realizzarla.

Per quanto riguarda l’Italia, il tema è stato introdotto dal D.Igs 192/2005, poi modificato dal D.L. 63/2013, divenuto L 90/2013, per poi completarsi con l’entrata in vigore del D.M. 26 giugno 2015 e, con la conseguente entrata in vigore “ dell’Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e requisiti minimi degli edifici”, dove sono fissate le caratteristiche che un edificio a emissioni zero deve rispettare.

 

Come si costruisce una casa nZEB?

Riuscire ad individuare una tipologia di edifici nZEB in base alle cartteristiche costruttive è molto difficile, in quanto non esiste una vera e propria regola da rispettare: piuttosto una serie di procedimenti.

Il tutto inizia con il ricercare delle soluzioni passive che minimizzino la domanda energetica, attraverso lo studio di forma, struttura e orientamento dell’edificio, basandosi su fattori quali l’irraggiamento, la temperatura e i venti prevalenti. In questo modo si avrà un buon livello di luce naturale, in grado di soddisfare le esigenze derivanti da tutte e quattro le stagioni. Il restante dell’energia necessaria all’abitazione nZEB, sarà poi fornita attraverso fonti rinnovabili, monitorate grazie all’ausilio di un sistema domotico, presente all’interno della costruzione.

 

NZEB e Passivhaus, qual è la differenza?

La confusione è quasi obbligatoria, quando ci sono di mezzo delle innovazioni. Questo è quello che sta accadendo con nZEB e Passivhaus, due modelli costruttivi che, oltre a basarsi su diverse normative, hanno anche sostanziali differenze di base.

La Passivhaus deve rispettare criteri di certificazione definiti dal Passivhays Institut di Darmstadt, avere un fabbisogno energetico annuo pari a 15kWh al metro quadrato, e rispondere ai principi di comfort termoigienico: deve cioè avere una temperatura ideale sia in estate che in inverno. A giocare un ruolo importante nella non dispersione del calore è quindi il binomio involucro-ventilazione meccanica.

Il concetto alla base delle costruzioni nZEB, come abbiamo visto in precedenza, è invece l’equilibrio tra energia prodotta e consumata. Oltre all’involucro, particolare importanza è data all’integrazione con sistemi di energia rinnovabili, che aiutano il sostentamento dell’edificio.

 

Mutui nZeb in arrivo

Gia da diverso tempo, in Italia, l’argomento mutui verdi è molto sentito ma, per adesso, nessuna traccia di mutui dedicati agli edifici nZEB. I lavori sono ancora in corso, sia in Europa che in Italia, al fine di ottenere l’erogazione dei mutui dedicati. In particolare, nel nostro paese, gli addetti ai lavori puntano ad un alleggerimento dei vincoli di capitale delle banche, al fine di erogare finanziamenti specifici per gli nZeb.

Questo è quanto è emerso durante lo svolgersi dell’iniziativa “Mutui ed efficienza energetica” promossa dalla Federazione Ipotecaria Europea e aperta dal Direttore Generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, che ha sottolineato come sia “ineludibile anche per il settore creditizio l’interesse per un tale segmento di mercato”, evidenziando che “nel prossimo futuro, dovremo tenere in dovuta considerazione l’esigenza sempre più diffusa da parte delle famiglie di acquistare immobili a maggiore efficienza energetica oppure di avere quelle risorse utili ad una ristrutturazione della propria abitazione che consenta di ridurre gli sprechi energetici”.

A proseguire poi è stata l’Abi all’interno di in un comunicato, dove ha dichiarato che è in crescita l’interesse del mondo bancario europeo verso il tema dell’efficientamento energetico degli edifici, dei mutui e del “fare banca” in modo innovativo nel rispetto dell’ambiente. Nell’ultimo anno le compravendite immobiliari sono cresciute nel nostro paese da da 76 a 89 miliardi, sicuramente bisogno di maggiori finanziamenti per il settore dell’edilizia.

Tale strada è già stata imboccata da alcune associazioni, la quali hanno stretto accordi con alcuni gruppi bancari tra i più noti in Italia, dando vita a pacchetti di finanziamento ad hoc, dedicati all’acquisto e alla realizzazione di edifici ad elevata efficienza energetica, anche comunemente conosciuti come NZEB.